/swfobject.js">
Get Adobe Flash player

Paliano

PALIANO

CENNI STORICI

   Attribuita dall’archeologo Antonio Nibby alla gens Pollia, una delle diciassette tribù rustiche romane costituite all’inizio dell’era repubblicana e tradizionalmente accettata da alcuni storici, l’origine del nome Paliano si deve far risalire alla massa Pulliani, un’estesa proprietà fondiaria già citata nel patrimonio Labicano dei pontefici romani nell’VIII secolo e individuata in massima parte nell’attuale territorio comunale.

   Paliano ebbe origine nell’alto medioevo dal fenomeno dell’incastellamento, un processo storico e sociale sviluppatosi tra il X e l’XI secolo nel Lazio. Il documento in cui viene nominato per la prima volta come castellum Pallianus è datato 1085 ed è conservato nella biblioteca dell’abbazia di Subiaco. Devastato e incendiato da milizie romane nel 1184 durante la guerra di Tuscolo, il paese risorse grazie ai mutui concessi da papa Onorio III e all’acquisizione da parte di Gregorio IX il quale, fortificatolo, ne fece una delle castellanìe della Chiesa nel territorio di Campagna, a sud di Roma.

   Vicariato della famiglia Conti del ramo Segni-Valmontone nel 1378, Paliano passò per suffragio popolare ai Colonna nel 1425, diventando un centro strategico di primaria importanza della potente casata romana. Tra la fine del XV e la metà del XVI secolo il castello, conteso da famiglie rivali, da papi e da sovrani, fu oggetto di guerre, assedi e devastazioni finché  nel 1559 papa Pio V lo restituì a Marcantonio Colonna istituendo il fidecommesso e il principato trasmissibile per eredità primogenitale maschile.

   Nel XVII secolo, oltre a formidabile roccaforte, i Colonna fecero di Paliano una delle loro residenze di campagna avviando una cospicua committenza locale: il palazzo ducale in primis e la collegiata di Sant’Andrea, a cui ne seguì molta di iniziativa borghese che cambiò il volto urbanistico del paese con caseggiati e palazzetti di un certo rilievo edificati lungo i principali assi stradali. Dopo la breve parentesi repubblicana (1797-99) contrastata dall’insorgenza antifrancese, seguita dalla restaurazione e da una generale ristrutturazione dello Stato pontificio, Paliano divenne uno dei capoluoghi della Comarca di Roma con sede di governatorato e nel 1833 entrò a far parte della Delegazione apostolica di Frosinone.

   Nel 1870, alla vigilia della breccia di Porta Pia, furono abrogate tutte le cariche pontificie e formata una giunta provvisoria di governo che, aderendo al plebiscito, sancì l’annessione di Paliano al regno d’Italia. I primi anni del ‘900 videro la nascita delle organizzazioni contadine e l’inizio delle lotte agrarie che si acuirono col passare degli anni e che culminarono in un grave fatto di sangue nel gennaio 1914. Con decreto governativo del 1° gennaio 1927 Paliano fu inserito nella neonata provincia di Frosinone.

   Dalla fine del 1943 al maggio 1944 il paese subì l’occupazione tedesca contrastata dalla strenua lotta condotta da una banda partigiana riconosciuta come la più forte ed efficiente di tutta la provincia. Nel 1945, con decreto del prefetto, venne creata a Paliano la prima giunta democratica e antifascista, che riprendendo l’attività politico-amministrativa, avviò un processo di ricostruzione del tessuto economico e sociale del paese e il risanamento dell’abitato urbano, danneggiato dai bombardamenti per il 40% circa.

 DA VEDERE:

Mola dei Piscoli

Palazzo Colonna

Casa Santa Maria Goretti

Santuario della Madonna di Zancati

Paliano

Il Palio

Il corteo

banner-basso.png

Questo sito si serve dei cookie per fornire servizi. Utilizzando questo sito acconsenti all'utilizzo dei cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information