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La moda e il costume del XVI secolo

LA MODA E IL COSTUME NEL XVI SECOLO

 

   Nell’Europa del primo Cinquecento non si avvertirono ancora i cambiamenti che stavano avvenendo in campo artistico, le cui tendenze erano ancora ispirate e influenzate dall’Italia, che continuò ad irradiare la sua cultura, la sua arte e la sua moda. Durante la seconda metà del XVI secolo l’Italia attenuò le sua supremazia culturale, di conseguenza anche il costume subì una modificazione nello stile. Dalla Spagna, a quel tempo potenza egemone, arrivò un modo nuovo di dettare la moda, tuttavia l’abbigliamento italiano rimase comunque abbastanza equilibrato, evitando ogni eccesso e togliendo sempre tutto ciò che appariva ostentato. L’abito femminile divenne più consistente, elaborando una linea orizzontale enfatizzata dal vertugado che allargava la gonna, abbandonando lo strascico della veste. La vita alta si arricchì di ricche linee di passamaneria, le spalle si allargarono, le scollature divennero quadrate e profonde, le maniche presero una forma a palloncino nella parte superiore, e sopra il gomito vennero attaccate maniche aderenti, elaborate e ricche di intagli che mostravano la camicia arricchita ai polsi da bellissimi pizzi di Venezia. Colori vivaci e contrastanti arricchirono i velluti, i damaschi, i broccati, il rigido taffettà e le sete.

   Anche l’abbigliamento maschile subì sostanziali modifiche, diventando rigido e chiuso nei giubbotti imbottiti indossati sopra la voluminosa camicia chiusa fino al collo, arricchita di gorgiere o lattughine  lavorate e  inamidate che ornavano anche  i polsi. I calzoni erano imbottiti, foderati e chiusi a palloncino che arrivavano appena sotto il cavallo, avendo al bacino una forma molto allargata. Erano formati da tante strisce di tessuto poste verticalmente, che lasciavano vedere la stoffa sottostante, sempre con colori contrastanti. Si continuavano a portare i mantelli e la guarnacca invernale e il lucco estivo. Il cappello più usato rimase la berretta, che però si arricchì di molti ornamenti. Caratteristiche furono le scarpe con la tomaia larga a forma di zampa d’anatra arricchite di intagli.

   Il costume militare perse d’importanza perché gli eserciti erano prevalentemente formati da soldati di ventura, che non avevano un’uniforme propria. Divennero invece sempre più ‘artistiche’ le armature e in particolare quelle da giostra, che si distinguevano da quelle da guerra perché cesellate ‘a rilievo’ e spesso dorate e incise. E’ interessante, a riguardo, la descrizione dell’abito indossato da Marcantonio Colonna durante il suo trionfale ingresso a Roma il 4 dicembre 1571, dopo la vittoria di Lepanto: «…aveva indosso un cappotto di velluto nero foderato di pelli di gran valuta e cappello simile in testa con treccia d’oro, giuppone di raso ornato d’argento, stivaletti bianchi e calze di seta incarnate, con la collana al collo del Tosone …»

Paliano

Il Palio

Il corteo

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